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Il Sole 24 Ore
Sette24 - Le storie da sapere per cominciare la giornata

di Alberto Magnani

25 marzo 2019

DOPO LA FIRMA DELL’INTESA CON L’ITALIA

Cina-Europa, il «controvertice» dell’Eliseo

Emmanuel Macron alla riunione del Consiglio europeo (Afp)

Emmanuel Macron alla riunione del Consiglio europeo (Afp)

Non è un mistero: l’Europa non ha gradito lo scatto in avanti dell’Italia nei rapporti con la Cina, ufficializzato dall’adesione di Roma al maxi-progetto della via della Seta e alla firma di un pacchetto di 29 accordi bilaterali. Per questo l’incontro in calendario il 26 marzo all’Eliseo fra il presidente cinese Xi Jinping, il suo omologo francese Emmanuel Macron, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e la cancelliera tedesca Angela Merkel viene atteso come un «controvertice» per ripristinare una visione corale dei rapporti fra la Ue e il gigante asiatico.

Il titolo del meeting è già eloquente: le «sfide del multiculturalismo», quasi a ribadire che l’Europa cerca un approccio di insieme con Pechinoe non iniziative bilaterali come quella improntata dal governo italiano (anche se Xi, in arrivo oggi a Parigi, siglerà accordi simili anche con l’Eliseo). L’incontro dovrebbe essere preparatorio in vista del summit Ue-Cina in programma il 9 di aprile a Bruxelles, con un’agenda abbastanza fitta di argomenti sul tavolo: dai timori europei per le ingerenze tecnologiche della Cina alla definizione di nuovi vincoli per appalti e accordi commerciali.

Talking points!
1) Perché l’Italia vuole l’accordo con la Cina, spiegato in quattro grafici

2) Via della Seta, il piano dell’Europa per arginare Pechino

IL DIVORZIO DALLA UE

Brexit rinviata, May sempre più in bilico

Theresa May (Reuters)

Theresa May (Reuters)

Tanto per cambiare, Londra si prepara a una settimana dedicata all’odissea diplomatica della Brexit. La buona notizia è che i leader europei hanno rimosso la scadenza originaria del 29 marzo, rinviando lo spettro di un’uscita no-deal. Quella cattiva è che il governo di Theresa May si ritrova a un bivio: se May ottiene finalmente l’ok al suo piano, si va verso un divorzio il 22 maggio; se incassa l’ennesima batosta, lo spettro di una «Hard Brexit» è solo rimandato al 12 aprile.

Nell’attesa, può succedere di tutto. Nell’ordine: oggi (25 marzo) il parlamento potrebbe portare ai voti un emendamento che consenta alla Camera di «prendere possesso» dell’agenda parlamentare di Brexit; se l’emendamento passa, come è probabile, mercoledì 27 marzo i deputati avrebbero diritto ad avanzare una serie di «voti indicativi»: cioè una serie di opzioni diverse rispetto all’uscita, da un secondo referendum a una proroga più estesa. In tutto questo May dovrebbe comunque tentare di far approvare il suo accordo, condizione decisiva per avviarsi alla Brexit in tempi prevedibili, con un voto ipotetico martedì 26 o mercoledì 27 marzo.

Un «labirinto» di date e variabili che rende May sempre più fragile, mentre sia la sua maggioranza che il resto del paese sembrano averle voltato le spalle. Lo scorso sabato Londra è stata invasa da una fiumana di un milione di manifestanti a favore di un secondo referendum, mentre una petizione online per il ritiro dell’articolo 50 (tradotto: niente Brexit) ha sfondato il tetto dei 5 milioni di firme.

Serve un po’ di background?
1) Brexit, i paesi Ue concedono a Londra due settimane in più

2) I cinque scenari possibili per la Brexit

DOPPIA SFIDA

Russiagate e Cina, primavera bollente per Trump

Donald Trump (Epa)

Donald Trump (Epa)

Donald Trump inaugura la primavera con due dossier delicatissimi per la Casa Bianca. Da un lato è arrivato lo scorso venerdì il cosiddetto «Mueller report», frutto di 22 mesi di indagini del consigliere speciale Robert Mueller sul Russiagate: lo scandalo su interferenze del Cremlinonella campagna elettorale americana del 2016. In attesa che ne vengano resi pubblici i risultati, come richiesto dalla Camera all’unanimità, i democratici spingono sull’ipotesi di un impeachment per Trump.

Dall’altro, Washington porta avanti le sue trattative per il disgelo commerciale con Pechino. Il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, è pronto a volare in Cina per un nuovo round di negoziati con il vicepresidente della Repubblica popolare Liu He. L’obiettivo è du ultimare l’armistizio della «guerra commerciale» scatenata dalla Casa Bianca contro Pechino, nel tentativo di bilanciare a suon di dazi il pesante deficit commerciale degli Stati Uniti con il gigante asiatico.

LA DIRETTIVA CHE FA LITIGARE LOBBY E UE

Riforma del copyright, voto finale a Strasburgo

Una foto dell’Europarlamento a Strasburgo (Ap)

Una foto dell’Europarlamento a Strasburgo (Ap)

Ci siamo. Martedì 26 marzo il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo dal 25 al 28 del mese, voterà l’accordo finale raggiunto sulla cosiddetta riforma del copyright: una direttiva proposta dalla Commissione nell’ormai lontano 2016 per rinnovare le regole su tutela a e remunerazione dei contenutidiffusi nell’era di piattaforme online e social network.

Il testo,forte del via libera della Commissione giuridica lo scorso 26 febbraio, arriverà al verdetto finale dell’Eurocamera in una versione molto più blanda rispetto a quanto temuto dai suoi avversari. In sostanza, i giganti del web come Google, YouTube o Facebook saranno incentivati a riconoscere il diritto d’autore sui contenuti veicolati (come dovrebbe già succedere) e a stipulare accordi ad ho con editori e case discografiche per garantirne un riconoscimento economico (come non succede).

Il testo ha innescato uno scontro ferocissimo fra lobby, con tanto di intimidazioni ad alcuni deputati coinvolti. Il relatore, il tedesco cristiano-democratico Axel Voss, ha ricevuto addirittura la minaccia di una bomba nel suo ufficio di Bonn. Fra gli altri argomenti sul tavolo dell’Eurocamera ci sono il voto sulla «fine del passaggio dall'ora solare a quella legale» (26 marzo), il via liber a alle plastiche monouso (27 marzo) e nuovi tetti sull’emissione di CO2 delle automobili (27 marzo).

L’AGENDA PARLAMENTARE

Il decretone e le tensioni del governo gialloverde

IMatteo Salvini (Ansa)

IMatteo Salvini (Ansa)

Tornando in Italia, vanno tenuti d’occhio gli equilibri del governo Lega-Cinque stelle. Lunedì sbarca al Senato il «decretone», il provvedimento che contiene le misure per quota 100 e reddito di cittadinanza, dopo il via libera incassato alla Cameracon 291 voti favorevoli. Sempre oggi arriveranno i risultati del voto di ieri in Basilicata, dove i due alleati di governo corrono con candidati diversi: Vito Bardi per il centrodestra (e la Lega) e Antonio Mattia per i Cinque stelle, entrambi in corsa contro il candidato del centrosinistra Carlo Trerotola.

L’esecutivo dovrà ritrovare la sua coesione, sanando le fratture ideologiche emerse fino ad ora. Agli scontri su questioni come Tav e crisi venezuelana si sono aggiunti, dalla scorsa settimana, quelli sull’adesione dell’Italia alla cosiddetta via della Seta. Il vicepremier Matteo Salvini era notoriamente contrario e non ha gradito la firma al memorandum of understanding con Pechino; il suo collega Luigi Di Maio ha invece sposato la causa e siglato materialmente l’intesa, troncando di netto le obiezioni del partner di governo.

Una miccia in più potrebbe essere accesa dalla partecipazione di Salvini (e dei due ministri Lorenzo Fontana e Marco Bussetti) al Congresso mondiale delle famiglia, una convention in sostegno della «famiglia tradizionale» che radunerà a Verona dal 29 al 31 marzo figure vicine a movimenti accusati di integralismo religioso, omofobia e sessismo. Esponenti dei Cinque stelle hanno già espresso il proprio malumore per la presenza dell’alleato leghista, schierandosi contro le tendenze «oscurantiste» dell’appuntamento. Salvini non ha intenzione di fare marcia indietro.

VARIE ED EVENTUALI

Novità in casa Apple, dati macro e Bce

Un negozio Apple in Francia (Reuters)

Un negozio Apple in Francia (Reuters)

Oggi, a Cupertino (California), Apple presenterà un nuovo servizio di video in streaming con una programmazione originale. In Germania arriva l’indice Ifo, il «barometro» della fiducia delle imprese tedesche.

Martedì 26 marzo ci sono i dati contabili di Cairo Commmunication, Esprinet, Restart, Sabaf, la fiducia dei consumatori in Germania, il Pil della Francia nel IV trimestre 2018 e i nuovi cantieri residenziali negli Stati Uniti; mercoledì 27 marzo è il turno di fiducia dei consumatori delle imprese in Italia (Istat), della bilancia commerciale degli Stati Uniti e dei dati contabili di Acotel, Aedes, Astm, Exor, Hera, Sias e Technogym, mentre a Francoforte il presidente Bce Mario Draghi interviene alla conferenza «Ecb and Its Watchers XX».

Giovedì 28 marzo escono i dati sull’indice di fiducia economica nell’Eurozona, l’inflazione in Germania e i dati contabili di Acsm-Agam, Banco Desio, Borgosesia, Buzzi Unicem, Intek Group, S.S. Lazio; venerdì 29 marzo da monitorare diversi dati da Giappone (disoccupazione, produzione industriale, vendite al dettaglio) e Germania (disoccupazione), Gran Bretagna (credito al consumo e Pil nel IV trimestre) e Stati Uniti (deflatore consumi), oltre ai dati contabili di Csp International, Eukedos, Gas Plus, GPI, Ivs Group, Mittel, Mondo Tv, Nova Re, Rosss, Sol e Tiscali.

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