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Coronavirus

di Luca Salvioli e Biagio Simonetta

22 gennaio 2021

Varianti e pochi vaccini sulla strada per l’immunità

Negli ultimi 5 giorni i contagi certificati da tampone in Italia sono stati 60.604, in calo del 19% rispetto allo stesso periodo della settimana precedente. Questo calo sembra legato agli effetti delle misure restrittive che sono state introdotte nel periodo natalizio e per tutte le festività, e fa seguito al calo del 9% nello stesso periodo della settimana precedente.

La terza ondata non c’è
Abbiamo iniziato a seguire questo andamento a 5 giorni a inizio ottobre, in fase di crescita esponenziale dell’epidemia, con dei picchi del +99% su base settimanale. Questo aumento si è interrotto nella settimana del 20 novembre, per poi scendere, con un lieve rialzo solo sul finire di dicembre. La seconda ondata è in una fase di lento calo, visibile anche nei ricoveri, ma sempre su livelli elevati. La terza ondata per ora non c’è, o forse si è mescolata alla seconda.

Ricoveri covid in Italia dal 23/11, quando è iniziata la discesa, a oggi. Fonte: Lab24

Ricoveri covid in Italia dal 23/11, quando è iniziata la discesa, a oggi. Fonte: Lab24

La vaccinazione va a rilento
C’è una duplice preoccupazione. La prima riguarda la lentezza con cui sta procedendo il piano di vaccinazione dopo che Pfizer ha annunciato il taglio delle forniture. Un calo che è evidente nel grafico qui sotto. L’avvocatura dello stato sta prepara una causa contro l’azienda farmaceutica. Il problema non è solo italiano, ma europeo.

Il Financial Times scrive che anche Astrazeneca, sul cui travagliato vaccino ci si aspetta il via libera Ema settimana prossima, consegnerà volumi significativamente inferiori al previsto nella prima fase. Quello delle forniture è un problema che la Ue deve risolvere in fretta se vuole raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione entro l’estate, anche perché da Astrazeneca si aspetta una quota importante (per l’Italia 40 milioni di dosi).

C’è attesa e speranza nei confronti del vaccino Johnson & Johnson, che qui raccontiamo nel dettaglio, mentre l’Ema ha avviato i contatti preliminari con la cinese Sinovac e con il gruppo che sviluppa il vaccino russo Sputnik V per l’avvio dell'analisi scientifica dei dati.

Vaccinazione giorno per giorno in Italia, prima  dose (Fonte: Lab24)

Vaccinazione giorno per giorno in Italia, prima dose (Fonte: Lab24)

Circolano le varianti in Italia?
L’altra apprensione riguarda le varianti. Più contagiose, forse più letali - come detto dal governo inglese sulla variante B117, ma citando uno studio piccolo e preliminare -, in alcuni casi con una maggiore resistenza agli anticorpi. Dopo quella inglese, preoccupano quella brasiliana e quella sudafricana. Ci arriviamo tra poco.

Circola in Italia? «Non abbiamo una risposta precisa, perché si fa poco sequenziamento nel nostro paese - ci ha risposto Francesca Cerati, responsabile del canale Salute del Sole 24 Ore, che sta lavorando a una approfondimento sul tema che uscirà martedì sul Sole 24 Ore - e chi non cerca non trova. Servono una cabina di regia e una piattaforma nazionale con tutti i dati, che ora mancano».

Le varianti e il vaccino
La variabile tempo è però decisiva: nella corsa contro il virus gli esperti indicano la vaccinazione, il sequenziamento e le misure di contenimento come tre elementi di una unica strategia. La variante sudafricana 501Y.V2 (B.1.351) è quella che preoccupa di più perché in due studi pre-print ha mostrato di resistere agli anticorpi e dunque rendere possibili reinfezioni e, potenzialmente, ridurre l’efficacia dei vaccini attuali.

Il celebre virologo americano Anthony Fauci ha detto che i vaccini Pfizer e Moderna dovrebbero comunque avere efficacia, magari ridotta. E che «ci sono piani alternativi, se dovessimo modificare il vaccino». Il fattore tempo è importante perché più circola il virus, più muta. Mentre c’è già chi studia il vaccino di seconda generazione.

Le tre principali varianti per punti. Fonte: Eric Topol su twitter

Le tre principali varianti per punti. Fonte: Eric Topol su twitter

Cosa sta facendo l'Europa
• In Germaniacrescono le preoccupazioni per la diffusione della variante B117, quella britannica. E la cancelliera Angela Merkel ha deciso non solo di prolungare il lockdown (da 31 gennaio al 14 febbraio), ma anche di inasprire alcune misure, come l'obbligo di indossare mascherine FFp2 o chirurgiche (non di stoffa) nei negozi e sui mezzi pubblici.
• In Franciapreoccupano i ritmi di contagio registrati in alcune aree del Paese. Non esistono ancora prove scientifiche, ma si teme l'esplosione di una nuova variante più contagiosa.
• Il contagio è fuori controllo in Portogallo, che è rapidamente diventato il Paese con i più alti casi di Covid pro capite al mondo. La diffusione del ceppo inglese sembra aver giocato un ruolo determinante.
• Nel Regno Unito, il numero di morti registrati negli ultimi giorni è il peggiore di sempre. I casi di positività sembrano in regressione, ma il presidente Boris Johnson non esclude un lockdown che possa arrivare fino all'estate.

Una stretta sui viaggi in Europa
Sempre sul fronte europeo, sta prendendo piede fra gli Stati membri l'idea di non chiudere le frontiere, ma creare una zona rosso scuro, per identificare e contenere i focolai più pericolosi. A corredo di questa decisione, anche una stretta sui viaggi non essenziali. Per chi si trova in una zona rosso scuso, i test sarebbero obbligatori alla partenza e la quarantena diventerebbe necessaria all'arrivo.

Alcuni Paesi, come la Francia, si sono già mossi annunciando – a partire da domenica – che per entrare nel Paese occorrerà un tampone molecolare negativo effettuato non meno di 72 ore prima. Il Belgio invece ha già deciso che i viaggi all’estero non essenziali sono vietati fino a 1 marzo.

Il neopresidente Usa Joe Biden parla della strategia anti Covid-19 alla Casa Bianca (AFP)

Il neopresidente Usa Joe Biden parla della strategia anti Covid-19 alla Casa Bianca (AFP)

Cosa vuole fare Biden
«Siamo nel mezzo di un'emergenza nazionale. Ed è ora che la trattiamo come tale», ha detto Joe Biden insediandosi alla Casa Bianca. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti ha presentato immediatamente un piano (contenuto in 200 pagine), che di fatto è un autentico cambio di passo rispetto all'amministrazione Trump.

A partire dall'obbligo di mascherine nei mezzi pubblici. Biden, inoltre, ha chiesto agli enti federali di fornire indicazioni su come riaprire in modo sicuro scuole e aziende, proteggendo i lavoratori e gli insegnanti. Il vero pilastro della nuova strategia di Biden rimane quello dei vaccini. Il Presidente ha parlato del famoso obiettivo: 100 milioni di vaccinati in 100 giorni. Ma secondo gli esperti non sarà semplicissimo.

Sia Pfizer che Moderna stanno già producendo dosi a piena capacità, spedendo complessivamente dalle 12 alle 18 milioni di dosi a settimana. E i centri di vaccinazione statali, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, stanno somministrando solo il 46% delle dosi che il governo federale sta spedendo.

I perché di una somministrazione così al rilento vanno ricercati in problemi di natura tecnologica e burocratica che stanno interessando soprattutto la popolazione più anziana. I sistemi di prenotazione, secondo quanto racconta il New York Times, stanno facendo registrare disservizi diffusi, e questa è un'altra grande sfida per la nuova amministrazione americana.

Sanificazione a Shijiazhuang, provincia dello Hebei, Cina (Afp)

Sanificazione a Shijiazhuang, provincia dello Hebei, Cina (Afp)

Un anno fa, in Cina
È passato un anno (era il 23 gennaio 2020) da quando la Cina è finita per la prima volta in lockdown a causa del Coronavirus. E oggi, proprio il Paese del Dragone, fa i conti con una recrudescenza abbastanza inattesa della pandemia.

Siamo davanti a numeri che, in Occidente, definiremmo ridicoli, ma che per le autorità cinesi non lo sono. A tradire Pechino, stavolta, è stato un fatto imprevisto: i nuovi contagi non sono esplosi nelle città, ma nelle aree rurali. Oggi i due focolai che tengono in apprensione la Cina sono esplosi in due province: quella di Heilongjiang, situata nel nord-est del Paese, e quella di Hebei, che invece sorge intorno a Pechino. Quello che sta succedendo in Cina lo abbiamo raccontato in questo pezzo.

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