FGF weekend \ La nostra città futura
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Ossigeno per la ripartenza

Davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente cinese Xi Jinping ha impegnato la Cina a raggiungere la cosiddetta “neutralità carbonica” entro il 2060. Una promessa di decarbonizzazione inattesa, potenzialmente molto importante per uno dei Paesi più inquinanti al mondo, che aumenta l’influenza di Pechino sulla questione climatica, che rimane invece poco considerata da Donald Trump (Bbc). E mentre dall’altra parte dell’Oceano lo Stimulus Package varato dalla Casa Bianca non ha previsto fondi per la transizione green (Guardian) e persino nel primo dibattito tv contro Biden Trump si è rifiutato ancora di riconoscere che il cambiamento climatico è causato dall’uomo (Pbs), l’Europa ha posto la transizione ecologica come uno dei pilastri del piano Next Generation Eu che i Paesi membri dovranno rispettare per accedere alle risorse per la ripartenza post Covid.


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L’obiettivo è ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 (Repubblica). Secondo uno studio finanziato dalla European Climate Foundation, la decarbonizzazione sarà il “pilastro della crescita e della ripresa” dopo la pandemia. “Un’opportunità di rinnovamento senza precedenti del sistema produttivo”, scrive Matteo Leonardi, coordinatore del Rapporto. Il Recovery Plan può essere così l’occasione per uno scatto verso un’economia sostenibile a tutto tondo: non solo ambientale, ma anche economica e sociale (Il Sole 24 Ore).





 
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Corsa all'oro verde

Dopo i 9 miliardi della Germania, anche la Francia ha annunciato un piano di investimenti da 7 miliardi per la produzione di Idrogeno da utilizzare per il fabbisogno energetico, dall’elettricità ai trasporti. Il “nuovo Eldorado” della politica energetica, lo chiama Le Monde. Parigi e Berlino hanno stretto un patto per una nuova filiera industriale. Ma nella partita dell’idrogeno europeo anche l’Italia vuole giocare le sue carte (Repubblica) e le imprese pubbliche possono giocare un ruolo chiave verso la neutralità climatica . Anche perché, secondo uno studio presentato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, nei prossimi 30 anni l’industria nazionale del settore potrebbe creare valore tra 890 e 1.500 miliardi di euro, con un incremento tra 320 e 540mila nuovi posti di lavoro. Oltre a contribuire alla decarbonizzazione: nel caso in cui l’idrogeno copra il 23% del fabbisogno energetico nazionale, si prevede un taglio del 28% delle emissioni. Snam sta coordinando il gruppo di imprese italiane che fa parte dell’alleanza europea sull’Idrogeno (Ispi). E sarà della partita anche Enel, che per il Recovery Fund ha presentato un progetto per fornire energia da Idrogeno all’ex Ilva, con l’obiettivo della decarbonizzazione dell’acciaieria (Quotidiano di Puglia), che si aggiunge a una proposta fatta nel 2019 che prevedeva la circolarità rispetto agli impianti della val d’Agri (Corriere di Taranto). Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia, ha spiegato che l’idrogeno “non è la soluzione di tutti i problemi energetici, ma uno dei pilastri insieme ad altre tecnologie pulite” (StartMag).

 

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Piani per il futuro

Questo sulla carta. Ora, resta da vedere come i progetti si tradurranno nella realtà. “Serve un Recovery Plan green, senza greenwashing”, ha scritto il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, commentando le proposte più o meno immaginifiche arrivate dai ministeri per il Recovery Fund (Huffington Post). Legambiente, insieme al Forum Disuguaglianze e Diversità, ha presentato “dieci sfide green” indispensabili al Paese per uno sviluppo giusto e sostenibile: dal “salto di scala industriale” per le fonti rinnovabili alla riduzione del gap nell’accesso alla mobilità sostenibile tra i territori e nelle periferie, dalla giusta transizione nei luoghi della rivoluzione industriale alla rigenerazione delle aree urbane. Il Recovery e resilience plan italiano, scrivono, dovrà dare risposta alle tre grandi questioni poste dalla crisi e dalla transizione energetica: le persone, le imprese e il lavoro, i territori. Obiettivi in linea con la dichiarazione congiunta “Per una giusta transizione” firmata dalle 11 maggiori associazioni imprenditoriali italiane aderenti all’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che sottolineano le necessarie condizioni di equa distribuzione dei vantaggi e dei costi del processo di transizione, con un’attenzione particolare alle parti più deboli della popolazione e a chi (lavoratori e imprese) sarà maggiormente impattato dalla trasformazione (Adnkronos).

 


Il pianeta non può aspettare

 

Lo scorso mese un terzo del mio Paese è finito sott’acqua. Più di 1,5 milioni di bangladesi sono sfollati; decine di migliaia di ettari di campi di riso sono andati distrutti”. Lo ha raccontato sul Guardian Sheikh Hasina, primo ministro del Bangladesh, che presiede il Climate Vulnerable Forum, gruppo di 48 Paesi che più soffrono la crisi climatica. Il suo «non è un pianto per chiedere aiuto. È un’allerta», dice. «Perché se altri Paesi sono meno esposti alla crisi climatica, non potranno sfuggire a lungo alla sua forza distruttiva» (Manifesto). E all’incontro annuale delle Nazioni Unite, i Capi di Stato dei Paesi in cui gli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti hanno sollevato un grido d’allarme: se non ci uccide il Covid-19, lo farà il climate change. Con la Siberia alle prese con alte temperature e incendi (The Conversation), i roghi che hanno colpito la California (Valigia Blu) e le calotte glaciali della Groenlandia grandi due volte Manhattan che scivolano nel mare (Cnn) servono misure urgenti. All’inizio del 2020 le temperature nell’Antartico hanno superato per la prima volta i 20°C (Scienza in rete). Il coronavirus ha distolto risorse e attenzione da quello che avrebbe dovuto essere il principale argomento di discussione dell’ultimo incontro delle Nazioni Unite. E il vertice mondiale sul clima è stato rinviato a fine del 2021 (Ap). Ma il tempo stringe: a Union Square, New York è apparso il “Climate Clock”, un grade metronomo digitale per ricordare quanto tempo manca prima che l’emergenza climatica diventi irreversibile: poco più di 7 anni (New York Times).

 

 

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Il clima nel piatto

 

Luca Visentini, segretario generale della European Trade Union Confederation, nell’incontro tenuto in Fondazione Feltrinelli “We Move On. L’ambiente è un diritto!” ha ricordato come la transizione verde chieda un approccio sistemico, dal consumo di energia alle scelte alimentari. La campagna “Stop Global Warming” chiede alla Commissione Ue di introdurre un prezzo, via via crescente, per le emissioni di CO2. Di carbon tax per abbattere le emissione ha parlato anche il premio Nobel per l’Economia 2018 William Nordhaus, dal Festival dell’Economia di Trento: “Aumentare il prezzo delle emissioni di CO2 – ha spiegato – è oggi l’unico sistema per fermare un processo di crescita pari al 2% annuo che non si è fermato neppure durante il lockdown” (Greenreport). E a poco più di un anno dal primo sciopero mondiale, sono tornati in piazza anche i Fridays for Future e Greta Thunberg (Washington Post), chiedendo proprio il varo della carbon tax, da applicare a partire dall’industria alimentare e dai produttori di carne, tra i principali responsabili delle emissioni su scala globale (Carbon Brief). Dopo il settore dell’energia, è infatti l’industria alimentare a finire nel mirino degli attivisti. Alcuni tra i più grandi fondi, non a caso, stanno iniziando a incorporare gli impatti ambientali tra i rischi degli investimenti nel settore alimentare (Financial Times). Un suggerimento arriva anche dall’ultimo film di Sir David Attenbourough “A Life On Our Planet”, in cui sostiene che per salvare la biodiversità sulla Terra occorre ridurre, fino a quasi eliminarlo, il consumo di carne (Guardian).

 

 

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T'IMMAGINI SE

Ti immagini se il mare fosse una discarica di rifìuti, come lo vedremmo?  
Ce lo mostra Mediterranean Sea Diaries di Viviane Komati che con un progetto di ricerca e design racconta le conseguenze della sovrapproduzione dei materiali e della possibile trasformazione delle coste del sud del Mediterraneo. 

Climate Art Project è il percorso tra arte, scienza e ambiente, dell'artista e ingegnere ambientale Andreco che sta attraversando il mondo per sensibilizzare sul tema dei cambiamenti climatici. Nella tappa di Nuova Delhi, un'opera muraria realizzata con la comunità locale rappresenta visivamente i dati sull'inquinamento e alcune soluzioni per risolvere i problemi. 


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Com'è profondo il mare
Lucio Dalla



Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo di questo mondo
Che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare


 

 

CI VEDIAMO IN FONDAZIONE

 

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Feltrinelli camp \ Transformative Economies:

from the circular economy to the green new deal

dal 3 al 4 ottobre 2020

presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Viale Pasubio 5, Milano


Al via la terza edizione di FeltrinelliCampcento giovani ricercatori e practitioner di diversa provenienza geografica e disciplinare – alternando workshop chiusi e conferenze pubbliche – dibattono sulle opportunità offerte dalla Green Economy e sulle politiche necessarie per tradurre l’alternativa in opzione concreta.

Le economie trasformative ci possono aiutare a concepire un paradigma nuovo, capace di affrontare anche le crisi come quella che stiamo vivendo oggi e di spingere una transizione verso nuovi modelli di produzione?


 

CREDITS


La Newsletter “Emission impossible” di questa settimana è stata curata da: Anna Pettinaroli e Marina Trentin
La rubrica T'immagini se è a cura di: Manuela Barone
Supervisione editoriale: Caterina Croce
Supervisione tecnica: Andrea Montervino
Coordinamento giornalistico: Good Morning Italia





FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI
VIALE PASUBIO, 5 20154 MILANO
C.F.: 80041090152 - TEL +39-02 4958341

Questa mail è stata inviata in quanto servizio esplicitamente richiesto al momento della registrazione al sito www.fondazionefeltrinelli.it, ovvero a seguito di precedenti contatti o richieste rivolte alla Fondazione; ; è possibile interrompere l'invio di queste comunicazioni, cliccando qui.
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