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di Paola Dezza con Laura Cavestri

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Buon pomeriggio e benvenuti all'appuntamento con la newsletter di RealEstate+, che inizia con “Il Punto”, prima di offrirvi molte notizie e analisi esclusive

IL PUNTO

Torna il 24 maggio la quinta edizione del Real Estate & Finance Summit targato Sole24 Ore

Vítor Constâncio, president of the Council of the Lisbon School of Economics and Management,Samuele Cappelletti, Managing Director di Apollo Global Management, James Seppala, Head of Real Estate for Europe Blackstone. E ancora Aldo Mazzocco di Generali real estate e Mario Abbadessa di Hines, così come i responsabili delle maggiori società di advisory - Cbre, Dils, Cushman&Wakefield, Colliers) saranno i protagonisti della quinta edizione del Real Estate & Finance Summit del Sole24 Ore, l’evento dedicato interamente al mondo dell’immobiliare.

L’appuntamento, ideato e curato sin dal primo evento da Paola Dezza, responsabile del settore Real estate per il quotidiano, è in presenza per il 24 maggio 2022 al Mudec, museo delle culture (con possibilità di assistere all’evento anche in formato digitale) dalle ore 9.30. Quest’anno più che mai una mattinata di riflessione che vuole calare il settore e le previsioni dei prossimi mesi. Il contesto in forte evoluzione, i risvolti della guerra in Ucraina, la pandemia (che sembra volgere verso una situazione meno grave), ma anche l’influenza di variabili come i costi dell’energia e delle materie prime e quindi l’impennata dell’inflazione saranno al centro dei lavori della quinta edizione.

Ad aprire i lavori Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, a seguire l’intervista di Isabella Bufacchi, corrispondente per il quotidiano da Francoforte, a Vítor Constâncio, che ci racconterà di come il rialzo dei tassi Bce, inflazione record, recessione, guerra e sanzioni, Covid potrebbero provocare una tempesta perfetta. Con Lia Turri, partner PwC Italia, Real Estate Leader, tratteggeremo i mega-trend del settore, dal digitale ai cambiamenti delle costruzioni fino al metaverso.

A seguire tre tavole rotonde. La prima dal titolo “La sfida degli investimenti in un contesto in evoluzione: all’orizzonte un rallentamento o la crisi?” avrà come ospiti Mario Abbadessa, Country Head Hines Italy, Andrea Orlandi, Managing Director CPP Investment, Samuele Cappelletti, Managing Director, Apollo Global Management, James Seppala, Head of Real Estate for Europe Blackstone e Aldo Mazzocco, ceo e General Manager Generali Real Estate. L’analisi verterà sulle prospettive dei prossimi mesi per i grandi investitori. Nella seconda tavola rotonda dal titolo “Il mercato italiano tra compressione dei rendimenti e stock in fase di valorizzazione: quando e come conviene investire?” con Ofer Arbib, ceo Colliers Global Investors Italy Sgr, Giuseppe Amitrano, ceo Dils, Alessandro Mazzanti, ceo Cbre, Joachim Sandberg, ceo Cushman&Wakefield cercheremo di capire se il mercato italiano nell’ambito di una asset allocation europea rimane interessante per gli investitori.

Ma parleremo anche di finanziamento delle operazioni immobiliari nella tavola rotonda moderata da Marco Ferrando, caporedattore Responsabile Sezione Finanza e Mercati Il Sole 24 Ore con ospiti Paolo Bellacosa, Managing Director Eastdil Secured, Lorenzo Vianello, Senior Banker Real Estate UniCredit.

A concludere i lavori sarà Emanuela Recchi, presidente ULI Italia che ci fornirà un quadro dettagliato della situazione dell’immobiliare nel mondo e delle analogie tra i trend europei e italiani.

L’analisi e i trend

Residenziale e logistica resistono a guerra, inflazione e Covid

Guerra in Ucraina, inflazione e stagflazione, aumento dei costi energetici, la coda del Covid e costi di transizione ai parametri Esg. È zigzagando tra questi macro-punti interrogativi che gli investitori stanno rimettendo a punto le proprie strategie di asset allocation, cercando di bilanciare situazioni talvolta antagoniste. Come cambia dunque la percezione dei singoli settori del real estate europeo alla luce di questa situazione in continua evoluzione? E quali sono i maggiori rischi da coprire?

La crescita economica resta forte
Secondo l’Outlook di Nuveen, relativo al secondo trimestre 2022, quattro sono le conferme anche nel primo trimestre dell’anno: una crescita economica forte ma più lenta, un'inflazione persistentemente più elevata, tassi d'interesse che si avviano verso un rialzo e nuovi episodi di elevata volatilità sui mercati. Il Global Investment Committee di Nuveen si è focalizzato sulla valutazione e l’analisi delle sfide più ardue e delle opportunità d'investimento che derivano però dai grandi cambiamenti in corso.

Due gli sviluppi che a fine 2021 erano totalmente inaspettati: la crisi geopolitica e umanitaria scatenata dall'invasione russa dell'Ucraina e un peggioramento dello scollamento tra i dati economici e il sentiment degli investitori. I segnali positivi restano invece quelli di un forte aumento di nuovi posti di lavoro, un calo costante del tasso di disoccupazione e la resilienza dei consumatori.Ma ecco intervenire il caro-energia e le sue conseguenze. «L’inversione della curva dei rendimenti e il picco del prezzo del petrolio possono avere implicazioni significative per l'economia – spiega Saira Malik, chief investment officer di Nuveen –, ma nessuno dei due significa che seguirà necessariamente una fase recessiva. Allo stesso modo, la combinazione tra un’inflazione più elevata e una crescita in modesta decelerazione, che ha caratterizzato gli ultimi mesi, non preannuncia il ritorno alla stagflazione degli anni ’70. Il modo in cui temi caldi come questi sono stati trattati, senza considerare tutte le sfumature, ha creato una rigidità che potrebbe interferire con un processo decisionale ponderato e basato sui fatti».

La Fed, le obbligazioni e le azioni
La certezza ha spazzato via congetture tipo “lo farà o non lo farà?” quando a marzo la Fed ha iniziato il tanto atteso rialzo dei tassi. Una settimana fa l’altro rialzo di 0,50 punti, il primo rialzo di mezzo punto dopo il maggio 2000. «Sebbene rappresentino un fattore negativo per alcuni asset, i rialzi dei tassi rendono il credito più interessante su base relativa e anche alcune categorie azionarie potrebbero beneficiarne», spiegano da Nuveen.

«I mercati sono solitamente più irrequieti nelle fasi finali del ciclo economico, ma il rischio geopolitico amplifica questa irrequietezza», dicono da Nuveen. Due le strategie possibili: o cavalcare la volatilità, prendendo rischio sul debito dei mercati emergenti, o proteggersi. Nella seconda eventualità, gli investitori che cercano un porto sicuro rispetto alla volatilità del mercato dovrebbero prendere in considerazione di incorporare (o aumentare) investimenti meno liquidi nei loro portafogli, dice Nuveen, come investire sul credito privato dato che la domanda di finanziamenti per operazioni di private equity non mostra segni di rallentamento. Infatti, il capitale globale di private equity impegnato, ma non allocato, si è attestato vicino ai massimi storici di 1,78 trilioni di dollari a febbraio, perché gli investitori istituzionali continuano ad apprezzare questa asset class come potenziale antidoto per le aspettative di rendimento più basse sul lungo termine.

Il recente rialzo della Fed la dice lunga sulle minacce inflazionistiche. «Prevediamo che l’inflazione si manterrà un po’ elevata, ma non con una spirale inflazionistica fuori controllo – recita l’Outlook di Nuveen –. L’allocazione su asset reali selezionate e altre tradizionali strategie di protezione rispetto all'inflazione saranno di grande utilità per i portafogli». E aggiunge: «Privilegiamo una protezione dall'inflazione prolungata in forma di asset produttivi, in grado di generare flussi di cassa, come i titoli azionari, il real estate e gli asset reali».
Il real estate è particolarmente adatto ad affrontare i periodi inflazionistici e tra i settori Nuveen raccomanda il residenziale, «un segmento che, a partire dalla crisi finanziaria globale, ha visto una progressiva contrazione dell’offerta, tendenza esacerbata dalla migrazione indotta dal Covid e dal costo più elevato dei materiali, che ha rallentato il ritmo di costruzione di nuove unità».

Nel real estate scendono i rendimenti
Secondo l’ultimo Outlook di Aew, siamo alle prese con un rallentamento della crescita dei rendimenti da locazione, in tutti i settori, con una certa resistenza solo nel residenziale e nel logistico. In generale i rendimenti resteranno stabili e i total return resteranno sotto il 5% per i prossimi cinque anni in tutti i comparti del real estate. «Le nostre previsioni si sono abbassate di 120 bp rispetto a quelle del settembre 2021», dicono. A guidare le performance il settore della logistica, che potrebbe anche avvicinarsi, a seconda dei casi, al 6%, seguito dai centri commerciali prime , anche perché il post-Covid vede una progressiva normalizzazione dei comportamenti dei consumatori, che hanno ricominciato a comprare nei negozi fisici anziché solo online. Secondo Aew si assisterà inoltre anche a un ritorno verso il lavoro in ufficio, pur se con i cambiamenti di cui tanto si parla.
Nell’immediato, secondo Aew, stiamo viaggiando verso una stagflazione e nei prossimi cinque anni i rendimenti prime resteranno praticamente fermi. «È importante sottolineare – dice l’Outlook – che il real estate europeo resta saldo, con bassi livelli di vacancy e un livello di rischio molto limitato, senza extra offerta di spazi o un elevato ricorso all’indebitamento finanziario».

Il commerciale europeo non delude
Secondo Primonial Reim, con 318 miliardi di euro investiti nel 2021 (+23% su base annua), il ritorno alla crescita del mercato immobiliare commerciale europeo è stato confermato. Gli investitori hanno continuato la loro strategia di acquisto di edifici “core” che si sono concentrati (per il 62%) in immobili per uffici e residenziali. Nelle principali economie, il volume degli investimenti ha raggiunto i 95 miliardi di euro in Germania (+43%), 71 miliardi nel Regno Unito (48%), 30 miliardi in Francia (-13%), 15 miliardi nei Paesi Bassi (-31%), 12 miliardi in Spagna (+23%) e 10 miliardi in Italia (+17 per cento).Gli uffici non vanno in pensioneIl lavoro da remoto è ormai una realtà in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, secondo un’analisi di Harvard Business Review, la media delle prime 500 compagnie è di due giorni lavorati da casa e tre in ufficio, il che taglia il tempo passato in sede del 30-40 per cento.
In Italia, secondo Coima, siamo sì di fronte a un aumento del lavoro da remoto, ma in misura leggermente minore, passando da uno a 2,5 giorni la settimana.Ciò che è sicuro è la necessità di ripensare gli spazi lavorativi, dove gli impiegati spesso si sentono scomodi o non sicuri, il che porta sì a una riduzione degli spazi complessivi a uso uffici per via del lavoro da casa, ma non così drammatica: negli Usa si calcola una diminuzione compresa tra l’1% e il 2%,mentre in Italia dal 5 al 10 per cento. Insomma, gli uffici non vanno ancora in pensione e il comparto resta un ottimo investimento nel settore immobiliare.Il volume totale degli investimenti nel settore immobiliare per uffici in Europa è stato di 98 miliardi di euro nel 2021, identico a quello del 2020. Germania, Regno Unito e Francia sono stati i mercati preferiti. Al di fuori della zona euro, è interessante notare la rapida crescita in Svezia con più di 11 miliardi di euro.Ma gli edifici devono essere sostenibiliCiò che è certo è che gli edifici, e gli uffici stessi, devono essere sostenibili. Tanto che ormai a Milano il 41,2% del take up fa riferimento, appunto, a edifici certificati Leed o Breeam.

Il residenziale è un buon investimento
Per Primonial Reim l’investimento in immobiliare residenziale ha visto il suo anno migliore dell'ultimo decennio nel 2021. Il volume totale degli investimenti nel settore immobiliare residenziale europeo è stato di 98 miliardi di euro nel 2021 (+59% rispetto all'anno precedente). I prezzi delle abitazioni nella zona euro hanno proseguito la loro tendenza al rialzo in tutti i mercati analizzati nel quarto trimestre 2021.
Per quanto riguarda l’Italia le transazioni sono in netta ripresa, nonostante i prezzi ancora non si azzardino a grossi balzi. Pesa, da questo punto di vista, l’obsolescenza dello stock abitazionale, evidente soprattutto in un’ottica comparativa europea. Secondo Coima, oltre il 70% degli edifici italiani risale infatti a prima del 1980, contro per esempio il 48,8% della Spagna e il 59,5% dei Paesi Bassi, mentre Germania e Regno Unito condividono con l’Italia l’anzianità media dei building.

La logistica ancora regina
Il settore logistico continuerà a premiare gli investitori, seppur con molti distinguo e a patto che si tratti di edifici all’avanguardia. Da questo punto di vista il Paese con gli impianti logistici più moderni è la Germania, dove nel 2020 (ultimo dato comparativo disponibile), secondo Cbre ed Eurostat, 103 mq ogni 100 abitanti corrispondevano agli standard moderni, contro i 64 della Francia, i 59 del Regno Unito, i 38 della Spagna e i 36 dell’Italia, dove evidentemente ci sono ancora le migliori possibilità in termini di miglioramento dello stock. In termini prospettici, le possibilità di aumento degli affitti nel settore logistico sono buone a Milano, Roma, Parigi e Marsiglia, dove si sono registrati i minori aumenti nel periodo 2011-2021, contro una media europea di incremento del 21% nello stesso periodo. Superano la media Berlino (54%), Dublino (51%), Barcellona (37%) e Birmingham (29%).

Il retail riprende
Nonostante la ripresa della spesa delle famiglie nel 2021, in linea con la ripresa economica, gli investitori hanno continuato a essere selettivi nelle loro scelte di allocazione. Il volume di investimento totale nel settore immobiliare al dettaglio europeo è stato di 34 miliardi di euro nel 2021 (in calo del 16% nel corso dell'anno).I dati post emergenza sanitaria evidenziano però un ritorno dei consumatori verso i punti vendita delle grandi superfici e i nuovi modelli di distribuzione che integrano online e spazi fisici lasciano prevedere buone opportunità per gli spazi dei centri commerciali, a patto che siano all’avanguardia.Gli hotelIl mercato immobiliare alberghiero valeva 16 miliardi di euro nel 2021, con un aumento del 62% rispetto all'anno precedente. In particolare (dati Primonial), il quarto trimestre ha visto un'accelerazione significativa, con 5 miliardi di euro di transazioni. I capitali si sono concentrati nel Regno Unito, con 4,6 miliardi di euro, Spagna (2,5 miliardi di euro, +216%), Germania (2,1 miliardi di euro, +11%), Italia (1,4 miliardi di euro, +85%) e Francia (1,3 miliardi di euro, +24%). Tuttavia, nonostante la ripresa del turismo interno e la riapertura delle frontiere tra Paesi dell'Unione Europea e con alcuni altri Paesi, i vincoli sono rimasti elevati e hanno impedito un ritorno del mercato ai suoi livelli pre-pandemici. Sicuramente quello dell’ospitalità è uno dei segmenti ad aver sofferto maggiormente, soprattutto per quanto riguarda le strutture con poche stelle: i dati prospettici lasciano però ben sperare in una ripresa, ma anche in questo caso solo per le strutture di qualità e moderne.


Studentati al Sud

La Puglia investe sulle residenze universitarie

L’esterno di una residenza

L’esterno di una residenza

Le residenze per studenti nelle città universitarie della Puglia si rinnovano attraverso i concorsi di progettazione. Dopo Palazzo Frisini a Taranto, aggiudicato ad un team guidato dai napoletani Corvino+Multari, l’ex convento dei Carmelitani Scalzi a Lecce, assegnato ad un gruppo guidato dai toscani di Ipostudio Architetti con Netti Architetti, si è concluso anche un terzo concorso per la progettazione del recupero dell’ex Cassa Mutua Artigiani di Brindisi, che diventerà uno spazio a disposizione della comunità studentesca e non solo. Archistart Studio insieme a Vincenzo Congedo, Armando Dinoi, Verdiana Bursomanno e Stefano Margiotta si sono aggiudicati il primo premio.

La caffetteria

La caffetteria

Le iniziative
Le iniziative sono state promosse dall’assessorato all'Istruzione della Regione Puglia in collaborazione con le agenzie regionali per il diritto allo studio Adisu e per la progettazione Asset, nell’ambito del progetto Puglia Regione Universitaria. «Anche Brindisi avrà presto una nuova residenza universitaria con la riqualificazione di un immobile in una posizione strategica della città – dichiara l’assessore al Diritto allo Studio, Sebastiano Leo – saranno 52 gli alloggi realizzati a cui si affiancheranno spazi di coworking, area studio, zona svago, palestra, caffetteria e una mensa. Particolarmente interessante è anche la realizzazione di uno student center immaginato come un community hub destinato agli studenti, a nuove start up e stakeholder che potranno interagire per generare nuove opportunità di crescita. Il progetto vincitore prova a costruire una cerniera tra Brindisi e la sua comunità studentesca – commenta l’assessore – pensando spazi e occasioni di incontro e condivisione. Gli spazi previsti, infatti, non saranno a disposizione solo degli studenti ma saranno aperti anche alla città di Brindisi, a tutta la comunità cittadina».

La proposta progettuale di Archistart immagina il complesso architettonico dell’ex Cassa Mutui Artigiani come una macchina che genera valore sociale ed economico, una cerniera sociale tra l’università e la città, grazie soprattutto alla diversificazione delle funzioni: le residenze, i servizi e gli spazi di relazione con la città. Tutti i concorsi di progettazione, promossi attraverso la piattaforma del Consiglio nazionale degli architetti, vanno in questa direzione: costruire sinergie tra sistemi urbani e sistemi universitari, nell’ottica di crescere insieme. Un programma che coniuga diritto allo studio e rigenerazione urbana.

Una stanza privata

Una stanza privata

Il progetto di Brindisi
Il progetto vincitore per Brindisi sarà candidato nel prossimo mese di maggio al V Bando nazionale della legge 338/2000 per la realizzazione di alloggi e residenze universitarie, che si avvale in questa edizione di risorse provenienti da Pnrr. L’immobile messo a disposizione da “Puglia Valore Immobiliare” sorge, tra l’altro, accanto al prossimo polo universitario che nascerà Brindisi, un'iniziativa questa fortemente voluta dall’amministrazione comunale e già finanziata con i fondi Pnrr, nell'ambito del programma per la qualità dell'abitare, Pinqua. Taranto, Lecce e Brindisi sono tre dei cinque concorsi oggetto di un protocollo firmato tra la Regione e il Cnappc per altrettante residenze universitarie. Seguiranno altre gare per Bari e Foggia.

L’autrice dell’articolo è Paola Pierotti

Alla SDA Bocconi

Esg e rischi finanziari, i temi del Congresso Eres 2022

La sede dell’Università Bocconi di Milano

La sede dell’Università Bocconi di Milano

Alla SDA Bocconi

L’accademia incontra l’industria. Obiettivo, affrontare i nodi cruciali dell’investimento immobiliare alle prese con i rischi finanziari, le esigenze di sostenibilità economica e ambientale, la governance dei criteri Esg e la rigenerazione urbana che deve trovare una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Il tutto, non solo fotografando l’Italia, ma da un punto di vista globale sui trend internazionali.

Torna, dopo due anni di pandemia e in presenza a Milano – da mercoledì 22 a sabato 25 giugno – la XXVIII Eres Annual Conference 2022, organizzata da SDA Bocconi.
Se il mercoledi, la prima giornata, l’evento si apre con i lavori degli studenti dei dottorati di ricerca sui temi della finanza e del Real estate, la sessione istituzionale è prevista il giovedi 23, quando università e la dimensione dell’impresa e degli investitori privati si incontrano per entrare nel vivo dei temi.

Un momento istituzionale aperto da Giuseppe Soda, Dean della SDA Bocconi, da Giacomo Morri, associate professor of Practice and Faculty Deputy in Corporate Finance & Real Estate di SDA Bocconi School of Management. Seguono gli interventi di Albert Saiz, docente di Urban Economics & Real Estate al Massachusetts Institute of Technologies e di Aldo Mazzocco, ceo di Generali Real Estate e anche head of Private Markets & Real Assets business unit Generali Asset & Wealth Management.

Poi si entra nel vivo dei lavori – rigorosamente in lingua inglese e per workshop paralleli – su società quoate e Reits; sui rischi degli investimenti diretti in Real Estate; sull’impatto dei parametri finanziari e Esg sugli asset; sui nuovi trends e le sfide post-pandemia. Infine, una sessione di workshop sarà dedivata anche alla rigenerazione urbana e al non sempre facile rapporto di collaborazione pubblico-privato.

«Per la terza volta, unica città, Milano ospita nuovamente l’Annual Conference dopo le edizioni del 2004 e del 2010 – ha sottolineato Giacomo Morri –. L’evento si terrà nei diversi del campus della Bocconi, tra cui il Velodromo, l’aula magna di via Roentgen e il nuovo “Meo”, sede di SDA Bocconi. E nelle giornate di venerdì e sabato, si parlerà ancora di corporate real estate management, di real estate economics, ma anche di housing, sostenibilità, nuove tecnologie e big data applicati al
settore».
Fondata nel 1994, Eres (European Real Estate Society) (www.eres.org), è nata per iniziativa di un gruppo di accademici, in prevalenza inglesi e olandesi, quale prima associazione continentale di studiosi del settore immobiliare.

Ospitalità

Il resort di lusso conquista la ex base militare

Una ex base militare che si trasforma in resort di lusso sull'isola di Favignana, nell'arcipelago delle Egadi. Ma non solo. Il progetto del palermitano Fabio Tagliavia (con un'esperienza trentennale nel settore dello shipping), amministratore unico della società Camparia, prevede anche il recupero di un insieme di edifici che fanno parte degli ex stabilimenti Florio dedicati alla costruzione delle attrezzature per la pesca del tonno e che hanno dato il nome alla sua società.

L’iniziativa, per la quale è stato previsto un investimento per la riconversione di oltre 10 milioni di euro (20 milioni in totale considerando anche le acquisizioni) è sostenuta da Invitalia, che interviene, attraverso il contratto di sviluppo, con un finanziamento di circa 4,8 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico.

L’operazione prevede la riqualificazione di Nido Pellegrino, un promontorio di 70mila mq, ex complesso militare composto da due grandi edifici, oggi adibiti a case vacanza, e altre strutture belliche in stato di abbandono come trincee, rifugi, polveriera bunker e piattaforme circolari. La ex base diventerà una struttura turistica di alto livello grazie alla creazione di 20 camere (44 posti letto) con ampi spazi esterni e alla realizzazione di altri servizi (Spa, wellness, bar, piccola ristorazione, piscine). L’accesso al mare (Lido Pellegrino) sarà accompagnato da un parco bioemozionale per valorizzare la flora e l'ambiente naturale articolando un percorso di visita su diversi sentieri.

«Il promontorio era stato messo all'asta dal Demanio nel 1998 – racconta Tagliavia a Il Sole 24Ore – ed era stato acquistato dalla famiglia Cecchetti che aveva ricavato delle case vacanza. Lo scorso anno è maturata la possibilità di rilevare l'asset ed è stato siglato un compromesso confirmatorio dal nostro gruppo, che prevede l'acquisizione a settembre. Nido del Pellegrino è un luogo mozzafiato che si affaccia sullo specchio d'acqua più bello dell'isola e ha di fronte l'isolotto del Preveto». Una zona vincolata sotto il profilo paesaggistico e il progetto, come spiega l'amministratore, è quello di farne un lido, sul modello del famoso Nikki Beach, dal profilo a carattere nazionale e internazionale, con area ristorazione, Spa, spazi wellness con pedane per fare yoga e pilates, un centro ricco di offerta di entertainment e aperto al territorio.

La parte di ristorazione lounge che si combina con l'ospitalità del Pellegrino verrà offerta attraverso la Camparia. «Quest'ultima è un vero e proprio esempio di archeologia industriale, curata dal famoso architetto palermitano Giuseppe Damiani Almeyda – commenta Tagliavia – e dall’appeal straordinario, con le sue strutture in pietra arenaria, gli archi a sesto acuto, le trizzane, le navate che si affacciano sul mare e che danno l'idea delle cattedrali. L’opera di riqualificazione degli ambienti avverrà in due fasi: la prima a giugno 2022 e la seconda a giugno 2023».

«I due immobili saranno sinergici – prosegue l'imprenditore -. Gli ospiti del resort potranno fare un'esperienza diversa, uscendo dal Pellegrino e fruendo poi dei servizi a Camparia, che prevederà, oltre alle aree ristorative, anche spazi museali».

L’obiettivo è dar vita, in un contesto paesaggistico unico, a un complesso ricettivo di eccellenza in grado di affermarsi come polo naturalistico, culturale e balneare rivolto a un turismo di alto profilo su scala internazionale.

L’intero progetto sarà completato entro la primavera del 2024 e porterà all'assunzione di 117 lavoratori, di cui buona parte stagionali. La gestione avverrà direttamente.

«Il mio sogno – prosegue l’amministratore unico – è quello di istituire a Camparia una piccola accademia per i ragazzi del luogo, aperta anche in inverno quando l'isola offre poche attività per i giovani». Sull’isola di Favignana e a Trapani Tagliavia ha già ristrutturato e recuperato diversi edifici dismessi in ambito urbano e agricolo adibendoli ad attività ricettiva e di ristorazione.

Il progetto al Villaggio olimpico di Porta Romana

Dalle auto ai grattacieli, a Milano il Real Estate firmato Pininfarina

Il rendering

Il rendering

Dal settore dell’automotive a quello del real estate: costruire edifici contemporanei e di qualità significa uscire dalle logiche dell’edilizia tradizionale, per abbracciare quelle della produzione manifatturiera. A partire dall’industria delle automobili. Non si tratta solo di una necessità legata alla crescente quota di prefabbricazione e al mutamento del processo costruttivo, che sposta in “fabbrica” gran parte delle lavorazioni off-site. Un’assunzione di coscienza sul fatto che un immobile è un organismo complesso: per i materiali che impiega, la tecnologia che integra e la crescente necessità di interazione fra uomo e ambiente costruito.

Da questa riflessione nasce l’alleanza fra Red Group, società d’investimento e sviluppo immobiliare americana, e Pininfarina, storico marchio del design industriale ed automobilistico made in Italy, che da oltre dieci anni, con la divisione Pininfarina Architecture, sviluppa complessi immobiliari nel mondo, occupando la terza posizione nel rapporto Savills per numero di progetti in ambito branded residences. Conosciuta negli States, in Cina o nel Middle East, quest’anima real estate della società è poco nota in Italia. Paese in cui la società sbarcherà grazie a Red, a Milano, per la realizzazione di uno smart building a uso residenziale dal design spinto, sia nelle forme e nella progettazione di una facciata tecnologica, che nel disegno delle parti comuni.

L’intervento vede coinvolti in prima linea anche l’impresa edile Torchio & Daghero, equity partner e general contractor; Planet Idea, Competence Center di Planet Smart City, proptech company che realizza ecosistemi urbani intelligenti e sostenibili; Icona Architetti, studio fondato a Milano da Federica Poggio e Marco Orto, che si distingue per l’approccio immersivo e umanistico al progetto. L’area in cui atterrerà l’operazione è quella di trasformazione dello Scalo di Porta Romana, vicino al villaggio olimpico. «Ciò a cui stiamo lavorando – racconta Giovanni de Niederhäusern, senior vice president Architecture di Pininfarina - è un edificio vivo. Un fabbricato in cui le forme, fluide, servono a dare vita a spazi più vivibili, che dialogano fra indoor e outdoor. Il tema della sostenibilità Esg, economica, sociale ed ambientale, è il perno del nuovo complesso, pensato per essere affordable sotto l’aspetto economico senza incidere sulla qualità e ottimizzato in ogni “componente” secondo logiche che sono proprie della manifattura. Dove, ad esempio, entrano in gioco anche valutazioni di lungo periodo, come la manutenzione di un manufatto. L’immobile è considerato un prodotto, che deve durare nel tempo».

L’articolo completo è pubblicato sul quotidiano di Lunedì 16 maggio

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